Anche Fondazione Palazzo Festari racconta il Pedemonte Veneto

Copertina libro Territori del Pedemonte Veneto

Copertina libro Territori del Pedemonte VenetoC’è anche la ricerca compiuta dalla Dott.ssa Michela Pettinà per conto della Fondazione Palazzo Festari e di CISET Università Ca’ Foscari, nonché un lungo articolo del Prof. Paolo Gurisatti, nel numero 37 di Re-Cycle Italy, collana pubblicata da Aracne Editrice.

Il volume, dal titolo Territori del Pedemonte Veneto, fa parte di un progetto di ricerca che coinvolge dodici università italiane, tra cui lo IUAV di Venezia, e mira a raccontare l’area Pedemontana attraverso i dati e le analisi di ricercatori ed esperti del territorio.
Luca Velo analizza ad esempio il significato di “pedemontana“, termine che oscilla tra un passato legato indistintamente alla morfologia del territorio (“ai piedi del monte”) e un presente rigorosamente individuato dalla realizzazione della omonima superstrada. Il ricercatore dello IUAV  auspica una riconcettualizzazione di “pedemontana”, utilizzando una visione Nord-Sud e ridefinendo il sistema delle vallate.
Un’altra ricercatrice IUAV, Maria Leonardi, concentra il suo lavoro proprio su Valdagno (VI), ripercorrendo brevemente la storia delle sue modificazioni urbanistiche, ma soprattutto proponendo strategie e azioni progettuali al fine di dare avvio a nuovi cicli economico-produttivi. Punto di partenza è la “città sociale”, progetto degli anni Trenta che conserva in sé una evidente spinta alla coesione architettonica, spinta che risulta ancora oggi viva e utilizzabile.Saggio Maria Leonardi IUAV
L’attenzione dei dottori Velo e Leonardi per l’area valdagnese si ricollega ad un protocollo d’intesa stilato nel 2016 tra l’Università veneziana e il Comune di Valdagno, per cui autorevoli docenti di urbanistica dello IUAV, come il Prof. Stefano Munarin, hanno messo a disposizione le proprie competenze per lo sviluppo di un piano di rigenerazione dei numerosi spazi abbandonati e inutilizzati della vallata dell’Agno.
Molto interessante è poi il saggio di Giacomo Magnabosco, “Verso una Pedemontana ciclabile”, uno studio teorico, ma con precisi spunti tecnici, al fine di intraprendere concrete azioni bike-oriented nel territorio pedemontano. Il progetto, che ha visto anche la consulenza di Siral S.r.l.,  impresa di Recoaro Terme produttrice di biciclette a pedalata assistita, è perfettamente coerente con la progettualità dell’OGD Pedemontana Veneta e Colli. L’Organizzazione di Gestione della Destinazione, di cui Fondazione Palazzo Festari è soggetto aderente, ha avviato infatti ben due progetti legati al cicloturismo, di cui uno in concerto anche con l’altra OGD provinciale, Terre Vicentine.
Paolo Gurisatti riprende il tema del Venice Manufacturing District e del Veneto Centrale, sul quale Fondazione Palazzo Festari ha già pubblicato due studi sull’andamento di occupazione e imprese. L’economista, tra i più valenti collaboratori della Fondazione, parte dall’analisi dei “debiti” che le ondate di industrializzazione dell’Ottocento e del Novecento hanno lasciato alle attuali generazioni di veneti, dal debito pubblico a quello ambientale. Ciò che serve è un progetto di integrazione non solo regionale, Introduzione Stefano Munarin IUAVma con i nodi più importanti dell’economia globale, un progetto che tenga conto, volenti o nolenti, dell’esistenza della nuova arteria pedemontana, che consideri il peso e l’importanza delle tecnologie digitali e che valorizzi i processi di aggregazione già in corso.
Territori del Pedemonte Veneto si chiude con la presentazione dei risultati della ricerca “Turismo Pedemontano e Ospitalità collegate alle attività produttive tipiche dell’Alto Vicentino”, condotta da Michela Pettinà, già ricercatrice CISET Università Ca’ Foscari e ora collaboratrice della Fondazione Palazzo Festari. Tra i vari spunti suscitati dalla ricerca, il più evidente è che diventa necessario creare relazioni a doppio senso tra imprese di produzione e strutture ricettive e della ristorazione, in modo da coordinare una “strategia di accoglienza” comune. I servizi di ricettività e di ristorazione devono essere sviluppati in un’ottica di integrazione verticale con le imprese, ossia con competenze e professionalità strettamente legate a quelle aziendali. La spinta all’integrazione verticale da parte delle imprese manifatturiere (imprese industriali che acquisiscono hotel, che costruiscono agriturismi con alloggio o che gestiscono proprie foresterie) è la riprova di questa esigenza.
Il libro è acquistabile online sul sito dell’editore al seguente link:
http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825509076.