Da: Il Giornale di Vicenza, sezione Ovest Valdagno, del 19 settembre 2026
Progetto della Fondazione Festari. Al via la catalogazione di fontane centenarie, sorgenti e ruscelli: “Strategie per non sprecare l’ “oro blu”
Articolo di Veronica Molinari
Come conservare l’acqua e quali strumenti utilizzare. Davanti all’allarme siccità che sempre più frequentemente tiene banco facendo scattare ordinanze anti-spreco e consigli di buone pratiche si fa strada la necessità di scoprire ori-scoprire i metodi e le infra-strutture de “I guardiani dell’acqua”, studiando i sistemi idrici collinari storicamente gestiti dagli abitanti. Pozzi sorgenti, ruscelli, muretti a secco, piccole o grandi vasche di raccolta: ad approfondire strategie e azioni per gestire il prezioso “oro blu” questa volta è toccato a “Ife collective”, realtà curatoriale fondata a Vicenza da Eleonora Ambrosini e Ilaria Zampieri, che ha vissuto le contrade valdagnesi per costruire una fotografia del territorio evidenziando punti di forza e criticità legate all’acqua. La valle dell’Agno, infatti, ha ospitato la prima di 3 esperienze, professionali e artisti-che, previste da “I guardiani dell’acqua”. Il progetto, nato lo scorso anno e che si concluderà a fine 2027, è dedicato a una migliore gestione comunitaria delle risorse idriche al monte e l’obiettivo è proprio di seguire le vie dell’acqua da monte a valle, identificare problematiche e opportunità e te stare nuovi modelli di collaborazione tra contrade, istituzioni, associazioni e residenti.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Festari Ipa Alto Vicentino diretta da Paolo Gurisatti, curata dalla “Scuola del filo” e realizzata con il contributo di Fondazione Cariverona, coinvolgendo in qualità di partner numerose istituzioni tra cui i Comuni di Valdagno e Schio, l’Unione montana Pasubio Piccole Dolomiti, contrade, cittadini, gruppi e associazioni. Dopo “Le giornate dell’acqua” di aprile, ora sono in programma 3 appuntamenti per toccare con mano la “cultura” locale della risorsa idrica. Il primo è stato proprio con “ife.collective”, il collettivo di Vicenza che ha visitato le contrade Meggiara, Bergamini di Sotto, Massignani e Rossati a Valdagno e il centro di Muzzolon a Comedo per sviluppare strumenti di raccolta e catalogazione del sapere legato all’acqua che contribuiranno a scattare un’istantanea, utile a enti e organizzazioni locali per comprendere meglio le forze e le fragilità del territorio. I “casi studio”, cioè gli strumenti messi in campo nel le realtà rurali spesso risalenti al secolo scorso e ancora in uso come vasche di trattenuta e di ripartizione, private o gestite in comune da più fami-glie, sono stati presentati in un incontro in contrada Meggiara che ha concluso il “viaggio” in collina del collettivo berico. Nel progetto rientra anche il “Diario dell’acqua”, strumento pensato per raccogliere me morie, racconti e osservazioni degli abitanti legati alla presenza dell’acqua, con l’obiettivo di coinvolgere almeno 50 contrade della valle dell’Agno. Alcune copie sono state consegnate durante l’incontro al-le famiglie residenti nelle contrade ognuna sarà adottata per 3 mesi e riconsegnata venerdi 18 dicembre, partecipando concretamente a questo progetto per valorizzare e meglio comprendere l’oro blu sia come risorsa da gestire che come bene ed ecosistema